La terra prediletta di Federico Secondo di Svevia, Stupor Mundi.

Una terra tutta da ammirare quella racchiusa tra la Valle dell’Ofanto, il fiume più lungo della regione, il mar Adriatico e la collina con il Parco Nazionale dell’Alta Murgia, che si allunga in gran parte nel territorio di Bari.
È un altopiano carsico, con distese di campi e rocce affioranti, pascoli solcati dai tratturi, meravigliosi ulivi secolari, cespugli di lentisco e in primavera colorate orchidee selvatiche.

Terra di imponenti castelli, come l’austero Castel del Monte, Patrimonio dell’Umanità, di splendide cattedrali romaniche, come quella di Trani che sembra sospesa sul mare e di storia antica come nelle importanti aree archeologiche di Canosa di Puglia e di Canne della Battaglia, dove il cartaginese Annibale inflisse ai romani una terribile disfatta.

Barletta

A Barletta primeggia fin da subito il maestoso edificio normanno, trasformato da Carlo V in fortezza inespugnabile. Qui tutto è imponente, dal maestoso ed inespugnabile Castello normanno fino al Colosso di Eraclio, probabilmente raffigurante l’imperatore Teodosio II.
Unica nel suo genere è la Cattedrale di Santa Maria Maggiore, capace di unire eccezionalmente lo stile romanico con quello gotico, sorta su una preesistente basilica paleocristiana del VI sec. a.C..
A pochi passi, nel fondaco di un palazzo del ‘300, sede dell’Osteria di Veleno, si è fatta la storia: durante una cena i francesi lanciarono un’offesa contro gli italiani che portò alla celebre Disfida del 13 febbraio del 1503, quando 13 italiani guidati da Ettore Fieramosca combatterono contro 13 francesi, uscendone vincitori.
La città è stata anche fucina di talenti impareggiabili, come il duecentista recordman Pietro Mennea e l’impressionista De Nittis, orgoglio di Barletta nel mondo.

Castel del Monte

Patrimonio dell’Umanità dal ‘96, troneggia, solitario e imponente nelle campagne di Andria, a 540 metri d’altezza.
Di certo non fu una rocca difensiva, forse fu pensato come residenza di caccia o come centro per dotti intrattenimenti sulla matematica e l’astronomia.
L’architettura sembra seguire l’andamento del Sole nei segni zodiacali.
Ricorre l’aurea proporzione dei filosofi antichi, presente nell’armonia del Creato: quando il sole sorge e tramonta nel solstizio d’inverno e d’estate segna sulla circonferenza del castello 4 punti che delineano un rettangolo in cui il rapporto tra lato maggiore e minore è pari a 1,618.
Così come ricorre il numero 8 dalla pianta ottagonale alle torri, al cortile interno, alle 8 sale sui due piani.