Le 7 (+1) Regole per scegliere un Olio di Qualità!

Come scegliete il vostro olio d’oliva?

 

Vi recate al supermercato e acquistate quello più adeguato alle vostre tasche?

Chiamate il contadino che conoscete da una vita e vi rifornite da lui per tutto l’anno?

Oppure preferite un olio ricercato frutto di anni di esperienza e ricerca?

 

Qualunque sia il vostro criterio di scelta, ecco un piccolo vademecum da seguire per assicurarvi di avere a tavola un olio extravergine buono e di qualità.

  1. In primis è bene sapere che l’olio extravergine d’oliva ottiene tale denominazione se prodotto dai frutti dell’olivo soltanto mediante processi meccanici o altri processi fisici, in condizioni segnatamente termiche, che non causano alterazioni dell’olio, e che non hanno subito alcun trattamento diverso dal lavaggio, dalla decantazione, dalla centrifugazione e dalla filtrazione.
  2. Di gusto perfettamente irreprensibile la cui acidità espressa in acido oleico non può eccedere 1g per 100g. La qualità di un olio dipende principalmente dalla sua acidità perché indica le alterazioni che hanno subito le olive dalla raccolta fino al processo di trasformazione, quindi più il valore è alto meno l’olio sarà di qualità.
  3. Importante è inoltre la provenienza delle olive (per esempio “100% italiano”), la tipologia delle stesse, il luogo di spremitura e di imbottigliamento. Olive coltivate e lavorate nello stesso territorio daranno vita ad un olio sicuramente migliore. Assicuratevi che sull’etichetta sia presente la dicitura DOP o IGP, che significano rispettivamente d’origine e d’indicazione geografica protetta e che indicano eccellenze che rispondono a specifici requisiti, riguardanti i fattori ambientali ed umani che ne garantiscono le qualità inimitabili. In Italia sono ben 43 le tipologie di olio a fregiarsi di tali marchi, in Puglia sono ben 5.
  4. La Spremitura a freddo indica che la temperatura di frangitura delle olive non supera i 27°, condizione che permette di mantenere intatte le caratteristiche organolettiche dell’olio e i suoi aromi ed esaltarne il gusto
  5. Il profumo è uno dei parametri più importanti per giudicare un olio. L’extra vergine di qualità deve presentare profumo vegetale di oliva fresca, sentori di fruttato dal carciofo alla mela alla mandorla. Un olio di qualità non deve presentare all’olfatto flavor di morchia (tipico di olive ammassate o conservate in cattive condizioni), di rancido, di muffa e umidità, non deve avere sentori metallici o di aceto, di salamoia, di legno umido, di terra.
  6. Osservate inoltre la fluidità del vostro olio. Quella di un buon olio extravergine deve essere di grado medio-basso. Fatelo roteare in un bicchiere e osservate. Se risulta troppo fluido significa che contiene troppi grassi acidi polinsaturi come l’olio di semi.
  7. Il vostro olio pizzica? O come dicono qui da noi in Puglia “usca”?  Bene, perché il pizzicore non è un difetto, anzi, indica proprio l’alta presenza nell’olio di polifenoli, benefici per l’organismo. La cultivar Coratina presenta un elevatissimo tasso di polifenoli, generalmente circa il 300% in più rispetto ad altre varietà, ed il più alto tasso di acido oleico, aiuta a prevenire le malattie cardiovascolari liberando le arterie dal cosidetto “colesterolo cattivo”.

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(+1) All’inizio abbiamo parlato di olio extravergine adeguato alle vostre tasche, ovviamente abbiamo tutti esigenze diverse, ma ricordate un particolare fondamentale: diffidate da un olio dal costo molto basso.
Un olio extravergine di qualità, secondo Coldiretti, non può costare meno di 6-7 euro al litro.

Buon olio a tutti!


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